Comune di Milano

  Tagli agli sprechi non ai servizi

E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

"La famiglia possiede una sua specifica e originaria dimensione di soggetto sociale che precede la formazione dello Stato; è la prima cellula di una società e la fondamentale comunità in cui sin dall’infanzia si forma la personalità degli individui. Quindi la Repubblica non “attribuisce” i diritti alla famiglia, ma si limita a “riconoscerli” e a “garantirli”, in quanto preesistenti allo Stato, come avviene per i diritti inviolabili dell’uomo, secondo quanto dispone l’articolo 2 della Costituzione.

In Italia, come è normale che sia, la responsabilità educativa spetta alla famiglia che ha in capo a sé il dovere e dunque il conseguente diritto di esercitare liberamente la propria scelta educativa. Quest’ultima si può esercitare solo in uno Stato che favorisca in ogni modo (superando ogni ostacolo economico e ideologico) un Sistema Scolastico di Istruzione integrato, composto da scuole pubbliche, statali e paritarie.

Ecco il passaggio straordinario di alta civiltà che apre la strada alla Democrazia, alla denuncia del rischio che si incorre se non ci si adopera nel più breve tempo possibile a favorire questa libertà di scelta educativa della famiglia secondo le proprie convinzioni in un pluralismo educativo. I rischi sono già alla nostra attenzione:

- famiglie sempre più fragili che forse non credono neanche più a questo diritto e il cui mancato esercizio non appare più un sopruso. C’è tutto un lavoro di presa di coscienza da compiere, a tutti i livelli culturali e sociali;

- se non si sa più riconoscere il proprio diritto, non si riesce più a riconoscere quello dell’altro, come non si individua più il proprio dovere. Dunque si giunge al “tanto peggio tanto meglio”, così pericoloso per la società civile;

- scomparsa ineluttabile del pluralismo educativo. Se crediamo che l’unica parola sull’educazione del bambino/ragazzo possa provenire non più dalla Famiglia, non più dalla società pluralista, bensì solo ed esclusivamente da un’unica opzione, la scuola di Stato - che per quanto eccellente sarà pur sempre l’unica chance - siamo destinati ad avere un sistema autoreferenziale che avrà solo se stesso come misura dell’esistenza e della nazione"

Crediamo sia sempre più importante che l'opinione pubblica registri che è indispensabile riporre la famiglia al centro, giungere ad un Welfare Society a misura di famiglia. Questo salverà l'Italia dalla crisi sanando quel guasto che altrimenti con lo scoraggiamento generale produrrà una implosione.

Forse occorre avere il coraggio di sapersi collocare dalla parte giusta. E l'armonia domanda sempre ordine:la famiglia è alla base del Welfare e questo deve lasciarsi contagiare positivamente dalla famiglia restituendole anzitutto il diritto alla libertà di scelta educativa che si può esercitare solo ed esclusivamente in un pluralismo educativo.

Il resto è fantascienza che sta logorando la famiglia e colpendo quella sussidiarietà che per anni ha rappresentato la nota positiva di un’Italia sana. Si richiama la classe politica e amministrativa al suo reale compito, dare ragione della centralità della scuola, con lucidità e lungimiranza, adottando decisioni di equità e di giustizia rispetto a tutte le esperienze proficuamente attive, dalla scuola materna all’università, valorizzando anche il patrimonio della scuola cattolica e sostenendo il diritto dei genitori di scegliere l’educazione per i propri figli." (Suor Anna Monia Alfieri )

 

 

26/09/2013 Vai al dettaglio
Tutti i bambini abbiano lo stesso diritto all'educazione
Art.30




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