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Interventi del presidente Fidae Lombardia

Gent.mi tutti,

L'incontro del 18/5/2013, promosso dal comitato Vivi la famiglia, che ha visto un confronto a tre voci, il prof. Sturniolo, il prof. Spada e la sottoscritta è stato proficuo e molto interessante.

Proficuo perché ha favorito un confronto chiaro e onesto con il comitato art. 33 che ha indetto il referendum.

Sono grata alla dott.ssa Anna Tedesco che con coraggio ha scelto un confronto che fosse anche e soprattutto lo spazio della chiarezza.

Condivido con voi, il mio intervento. A Bologna erano con me (in modo ideale ma non meno presenti di come sarebbe stato fisicamente) tutte le famiglie che quotidianamente affrontano non indifferenti fatiche e da lungo troppo tempo si vedono negato il libero esercizio del loro diritto di educare i propri figli. Al dovere non corrisponde il libero esercizio del diritto. Eppure l'Italia da sempre culla di civiltà ha saputo, attraverso la propria costituzione, anticipare l'Europa. Quest’ultima oggi vede nei modi più differenti tutelare il diritto della famiglia, mentre l'Italia fa ancora così fatica ad applicare quei principi sociali, naturali, storici, riconosciuti dai nostri principi costituzionali, come pure dall'Europa e dall'ONU.

Si sono individuati infatti i fondamenti storico-giuridici di questo diritto, al pari della sostenibilità economica per lo Stato, e gli spazi positivi di un pluralismo educativo.

Dunque la domanda è: Come mai siamo ancora qui in disquisizioni miopi e bieche?

Forse perché dovremmo, dobbiamo domandarci il coraggio di abbandonare quelle letture autoreferenziali della realtà che ignorano se non logorano un passato ricco di scienza e di passi significativi compiuti, isolandoci dal contesto nel quale viviamo come l'Europa e leggiamo la realtà, il contesto, le nostra fondamenta giuridiche che hanno fatto dell'Italia la culla della civiltà, in modo parcellizzato e non contestualizzato. E questo alimenta

la non conoscenza e dunque l'evidenza di una profonda ignoranza.

Allego il mio intervento, per chi desiderasse approfondire il discorso.

Il confronto a Bologna mi ha dato molto e mi ha anche confermato che quando noi desideriamo agire al servizio della Res Publica e abbiamo l'ardire di produrre/proporre modifiche, certi che il nostro sia un contributo, quando cioè agiamo nella sfera pubblica non possiamo mai dimenticare che interveniamo sul presente e scriviamo il futuro. Auguriamoci che sia una eredità di civiltà che erediteranno i nostri figli. Questo domanda ancoraggio alla tradizione; siamo nani sulle spalle dei giganti: studio, ricerca, letture contestualizzate, sono necessarie per restare in Europa. Senza questo favoriremo letture miopi, e saremo capaci solo di suscitare un sorriso di compassione...e oltre alla divisione produrremmo arretratezza e se ciò nella sfera privata è grave nella sfera pubblica è tragico.

Quando le civiltà sono state segnate da letture che guardavano al particolare e non all'insieme hanno solo alimentato follia e regimi totalitari.

Con profonda gratitudine e stima auguro una Santa Domenica di Pentecoste. Ho invocato lo Spirito per ciascuno di noi, certa del vostro ricordo a Dio per me.

Con i più cari saluti sr Anna Monia

 
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S.E.Cardinale Carlo Caffarra esprime il Suo ringraziamento per quanto fatto dal comitato vivi la Famiglia in occasione del referendum.
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